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IL FILO ROSSO DEL DESTINO
Nel vastissimo oceano delle leggende giapponesi ve n’è una in particolare soprannominata “La leggenda del filo rosso del destino” o, più semplicemente, “leggenda del filo rosso”.
Wei, il suo protagonista, rimase orfano di entrambi i genitori ancora in tenera età e ben presto il suo desiderio più grande divenne quello di sposarsi e creare una bella famiglia numerosa.
Purtroppo, però, giunse all’età adulta senza essere riuscito a trovare la donna che sarebbe potuta diventare sua moglie, ormai afflitto e senza quasi più speranze di incontrarla mai.
Durante un viaggio, poi, seduto sugli scalini all’ingresso di un tempio, Wei incontrò un anziano del posto immerso nella lettura di un libro e con la schiena poggiata su di un grande sacco.-“
Cosa leggi?”, chiese Wei incuriosito.
“Io sono il dio dei matrimoni e in questo libro vi sono scritte tutte le persone destinate a rimanere unite per sempre.
Non disperare, quella che diventerà tua moglie è ancora una bambina di tre anni e la incontrerai tra quattordici anni esatti”.
“Ma è un tempo lunghissimo! E sentiamo, cosa tieni in quel saccone?”
-“Qui dentro c’è tutto il filo rosso che mi serve per legare i piedi dei mariti e delle mogli; è un filo speciale, impossibile da tagliare in alcun modo, lega le due persone a prescindere dagli eventi o dai comportamenti”.
Wei rimase deluso e talmente amareggiato da ordinare al suo servo di uccidere quella bambina: “voglio essere libero di scegliere da solo la donna che sposerò!”, pensava.
Ma il servo non riuscì nel suo amaro compito e con il pugnale la ferì soltanto alla testa, così che Wei, essendone all’oscuro, riprese la solita vita e la ricerca di una moglie.
Passarono quattordici anni e lui, ancora solo, un giorno conobbe una splendida giovane di diciassette anni di buona famiglia e se ne innamorò perdutamente, a tal punto da sposarla.
Wei, però, notò che la fanciulla indossava sulla fronte una specie di benda che non toglieva mai, nemmeno per lavarsi, così, insospettito, gliene domandò il motivo.
-“ Perché non togli mai quella benda? Saresti ancora più bella!”
Lei crollò in lacrime.
-“Vedi, amore mio, quando avevo solamente tre anni un uomo tentò di uccidermi, ma riuscì a ferirmi la fronte soltanto.
Ecco perché questa benda, per nascondere una cicatrice”.
Wei capì e si ricordò dell’incontro con il dio dei matrimoni.
Raccontò tutto alla moglie e da quel momento in poi si amarono ancora più intensamente di prima.
Secondo la tradizione ancora oggi ogni persona porta, fin dalla nascita, questo invisibile filo rosso che la lega alla propria anima gemella.
Il filo è indistruttibile: le due persone sono, prima o poi, destinate ad incontrarsi e ad unire le proprie esistenze in un legame eternamente saldo.
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