Non c'è piacere senza sofferenza e non c'è sofferenza senza piacere. (Terzani)
I Navajo capirono che dovevano sfruttare il potere del loro dolore interiore per sopportare le dure condizioni del loro mondo esterno.
La loro stessa sopravvivenza dipendeva dall'imparare a farlo.
Riconoscendo che le prove della vita li spingevano nelle profondità della loro più grande sofferenza, scoprirono anche che le stesse prove rivelavano i loro più grandi punti di forza.
La chiave per la loro sopravvivenza era immergersi nelle sfide della vita senza perdersi nell'esperienza.
Dovevano trovare un'“ancora” dentro di sé, una convinzione che desse loro la forza interiore per sopportare le loro prove e la consapevolezza che un giorno migliore sarebbe seguito.
Da questo luogo di potere avevano la sicurezza di correre rischi, cambiare le loro vite e dare un senso al loro mondo.
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